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Presentati a Roma gli Annali AMD 2011

Centri di diabetologia: sempre più qualità nell'assistenza ai pazienti

L'assistenza medico-sanitaria ai pazienti affetti da diabete è sempre stata all'avanguardia rispetto agli standard internazionali ma i dati più recenti parlano di un ulteriore miglioramento negli ultimi anni. È quanto risulta dagli “Annali AMD 2011 - Livelli di controllo metabolico, pressorio e lipidico e utilizzo dei farmaci nel diabete di tipo 2. Gli anni 2005-2009 a confronto”, presentati ieri a Roma.

Gli Annali, com'è noto, vengono redatti annualmente per iniziativa dell'Associazione Medici Diabetologi e forniscono una fotografia dello stato dell'arte dell'assistenza fornita dai centri di diabetologia su tutto il territorio nazionale, sulla base di un campione che coinvolge circa un sesto degli assistiti complessivi.

Uno strumento prezioso per parametrizzare la valutazione è l'utilizzazione dello Score Q, un indice variabile tra 0 e 40 che misura la qualità delle cure e dell'assistenza ai pazienti e, di conseguenza, l'efficacia nel prevenire le complicanze della malattia diabetica. In esso rientrano tutti i parametri clinici standard per definire il buon controllo del diabete, quali l'emoglobina glicosilata (HbA1c) al di sotto dell’8 per cento, la pressione arteriosa inferiore a 140/90mmHg e il colesterolo LDL a meno di 130mg/dl, oltre all'impiego dei farmaci adatti alla protezione renale in caso di microalbuminuria.

In particolare, un punteggio inferiore a 15 indica un incremento del rischio di complicanze di circa l’80 per cento; un punteggio tra 15 e 25 è invece associato a un rischio più alto del 20 per cento. Ebbene, secondo gli Annali AMD, nel quinquennio 2005-2009 lo Score Q medio del campione considerato è aumentato di due punti, ovvero dal 22,2 al 24,3 per cento. Detto in altri termini, nel 2005 la percentuale di pazienti con uno Score Q superiore a 25 era del 26,1 per cento, nel 2009 di circa il 36,1 per cento.

“Lo score Q valuta da un punto di vista qualitativo l’efficienza delle cure e dell’assistenza prestate, e conseguentemente l’efficacia nel prevenire le complicanze tipiche del diabete, dall’i nfarto all’ictus, ai disturbi alla vascolarizzazione, alla mortalità”, ha spiegato Carlo B. Giorda, presidente dell'AMD. “Un dato importante emerso è che i centri di diabetologia con score Q superiore a 25 sono passati dal 26,1 per cento al 36,1 per cento, il che si traduce sicuramente in un minor numero di eventi cardiovascolari nelle persone assistite".

Con questa ultima edizione degli Annali viene presentato, per la prima volta, un approfondimento nel diabete di tipo 2 sulla relazione tra cambiamenti nei livelli di controllo dei principali parametri clinici associati al diabete e alle complicanze cardiovascolari e utilizzo di farmaci.

“In estrema sintesi, si registra una riduzione dei valori della pressione e del colesterolo LDL ‘cattivo’, in corrispondenza a un maggior impiego di farmaci antipertensivi e anticolesterolo: un primo indicatore di una migliorata cura della persona con diabete nel complesso, non solo della cura della sua glicemia”, ha sottolineato Giacomo Vespasiani, coordinatore degli Annali AMD. “I valori medi dell’emoglobina glicosilata si sono mantenuti costanti, ma con una riduzione delle persone curate solo con la dieta e un aumento di quelle trattate con insulina. In altre parole, si è mantenuto lo stesso livello di controllo a fronte della cura di situazioni verosimilmente più serie.” FC



Parole chiave: diabete, diabetologia, Annali AMD, Score Q

1 Febbraio 2012